Beato, anzi dannato, chi ci crede. Noi no noi, noi no.

Ma tanto a loro puoi chiedere quel vuoi, servirà a ben poco. Ipocrisia, menzogna, dissimulazione, fino all’apparente rinnegamento del proprio credo sono ammessi e addirittura consigliati dai loro capi religiosi allo scopo di tutelare sé stessi in circostanze rischiose di qualche tipo. Sarebbero capaci di fingersi cristiani, di farsi il segno di croce, di recitare un intero rosario, di partecipare alla Messa se servisse a proteggersi e a infiltrarsi. Si chiama taqiyya. In essa rientra il solito blablabla che segue ogni strage islamista: ma no, non è islam questo, l’ islam è una religione di pasccce, di amore e di fratellanza, a noi è vietato uccidere pure le mosche, e i terroristi non sono veri musulmani, Seh seh. Qualcuno lo spieghi a quelli che in Europa, in Italia intrattengono flirt, tresche, grandi amori e perfino nozze, con quei pacifici e benevoli “fratelli musulmani”.

Beato, anzi dannato, chi ci crede. Noi no noi, no.