Il nostro amico Islam, che ci vuole tanto bene, dal sito Corsia dei Servi

Ahmad Al Baghdadi Al Hassani, uno dei capi della “resistenza siriana”, il gruppo di gentiluomini appoggiato dal presidente Obama, ha dichiarato  alla TV egiziana  che “i cristiani si devono convertire all’islam oppure moriranno”.  Dove sono gli “utili ingenui” che nella loro commovente ingenuità sono ancora convinti che l’islam riconosce Gesù Cristo e rispetta i Cristiani?

Qualcuno di questi cristiani ha abbandonato la terra dei suoi  padri e si è rifugiato da Padre Nader, dove li abbiamo soccorsi con qualche aiuto. L’altro aiuto è che ci alziamo tutti in piedi e dichiariamo con tutta la potenza delle nostre voci che l’islam è una religione di guerra e sopraffazione che vuol distruggere il cristianesimo. Anche l’ebraismo, se per questo, l’induismo, il buddismo.

L’ebraismo, l’induismo, e il buddismo si stanno difendendo. Il cristianesimo sembra solidamente intenzionato a farsi spazzare via. In silenzio, anche, con poco clamore e poca spesa.

Ahmad Al Baghdadi Al Hassani ha definito i cristiani “politeisti”. Molte persone non sanno che a causa del concetto di Trinità, i cristiani possono essere considerati come popolo del libro, ma anche come pagani politeisti secondo come si legga il corano. L’aggressione nel loro confronti quindi non è la pretesa sottomissione in cambio di tributi, cioè la dhimmitudine, ma la scelta tra la morte o la conversione.

La seconda accusa lanciata ai cristiani siriani è di essere amici dei sionisti. Lo dico con molto dolore: i cristiani siriani, come quelli libanesi, come quelli giordani, come quelli cisgiordani e quelli israeliani, salvo qualche lodevole eccezione,  sono antisemiti e antisionisti.

L’accusa di essere “amici dei sionisti” è semplicemente l’accusa standard, che si lancia a chiunque debba essere delegittimato. Ahmad Al Baghdadi Al Hassani ha concluso spiegando che se i cristiani vogliono vivere in Medio Oriente devono scegliere tra l’islam e la morte aggiungendo che comunque le loro donne e le loro figlie potranno essere “legittimamente prese come mogli dai musulmani”.

Discorsi analoghi non normalmente fatti da leader islamici considerati in occidente affidabili e moderati. Sono normali discorsi nella parte più apertamente estremista, cioè salafita, della Fratellanza Musulmana.  Alcune chiese sono state bruciate e i cristiani sono stati deportati in Sinai.  In Tunisia e in Libia i cristiani sono stati invitati a non manifestare la propria fede, così come in Libia: thank you presidente Obama.

Il Vaticano tende a sdrammatizzare questi segnali facendoli passare come “singole esternazioni estremiste che non riflettono il pensiero della maggioranza degli islamici”. Purtroppo è falso: la maggioranza dei musulmani la pensa esattamente come Ahmad Al Baghdadi Al Hassani.

Lo scopo dell’islam ufficialmente dichiarato è la pulizia etnica del cristianesimo in terra islamica e “libanizzazione”, cioè l’infiltrazione etnica progressiva fino alla maggioranza demografica a scopo di dominio e conquista dell’islam in terra cristiana.

Il Papa ha ricevuto il leader della Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, signore che i nostri media hanno spacciato per Presisdente dello stato Palestinese. Il non presidente del non esistente stato palestinese è stato ricevuto dal Papa che non ha domandato come mai ai cristiani in Cisgiordania sia vietato esporre simboli natalizi o manifestare apertamente la propria fede, con l’unica eccezione di Betlemme, dove i quattrini dei turisti rendono il presepe accettabile.

Il Papa non ha chiesto come mai in Cisgiordania il numero dei cristiani stia diminuendo fino alla scomparsa.

Questa non è saggezza, né prudenza, né eccesso di prudenza… La pulizia etnica dei cristiani continuerà indisturbata.

Tra i cristiani che stano massacrando ci sono quelli del Pakistan.

Sabato 15 dicembre sono andata a Bergamo dove insieme ad Alexandre Del Valle abbiamo tenuto una conferenza sulla cristiano fobia e insieme a noi uomini e donne venuti dal Pakistan hanno fatto sentire la loro voce.

Voci che parlano di massacri, di stupri, bastonate, esclusione, umiliazione, voci che parlano dell’incubo dell’accusa di blasfemia, accusa con cui si può perdere la casa, la terra, la libertà, la vita.

Blasfemia non è solo l’affermazione che Maometto è un individuo detestabile, no, non serve arrivare a tanto.

“Padre nostro che sei nei cieli,” è blasfemia, perché nell’islam noi siamo servi di Dio, non suoi figli.

Allora diciamola noi la verità, visto che altro la pagano con la vita.

La verità è che l’islam è una religione di sopraffazione e arbitrio, l’islam non è nemmeno una religione, ma l’antireligione come sosteneva Claude Levi Strauss, l’islam è un sistema politico e militare per sottomettere il mondo. E incatenarlo nella miseria, nella stupidità, nel non pensiero. I nemici della felicità sono stati definiti da una giovane e valorosa donna afghana gli artefici della legge di Maometto.

A meno che qualcuno lo fermi.

E che in tutto questo i vili e gli idioti se ne vadano al diavolo, o almeno che si levino dalla nostra strada.

Silvana De Mari

(Fonte: SILVANADEMARI.com)


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