Humours of an election: votate di pancia e sfoghi di savi(ani)

Rieccoli, i soliti avveduti benpensanti, i soliti savi(ani), quelli che la democrazia d’un tratto gli fa schifo se la gente democraticamente prende le distanze dalla melma del mainstream in cui loro, i savi (ani), sguazzano allegramente, ben sostenuti in superficie dal salvagente del conformismo verso il potere dominante, dalle loro frasi studiate per piacere alla gente che piace, dai braccioli ben rigonfi dei privilegi e delle rendite di posizione. Il voto difforme dai loro desiderata che non piace ai savi (ani) è sempre una votata di pancia, una specie di rutto bestiale, istintivo, isterico, che non è mai frutto di ponderata riflessione e di consapevole e deliberata scelta. Si tratta sempre di un voto troppo immaturo o troppo geriatrico, disinformato, provinciale, rozzo e buzzurro, reazionario e neofascista, possibilmente da invalidare appigliandosi anche al più impercettibile cavillo. Perché si sa, per i savi (ani) l’unico voto valido, civile e cerebrale è quello che danno loro. In realtà i savi(ani), poverini, stanno solo dando sfogo e fiato ai crampi della rabbia che gonfia la loro, di pancia, e al timore che un cambiamento forte, voluto dalla gggente che essi dicono di amare ma che in realtà disprezzano immensamente, possa ridurre il livello del fiume di acqua putrida che li porta in giro. Quel fiume la cui principale componente è lo sterco del diavolo che zampilla dalla inesauribile fonte di Bruxelles e che irrora coi suoi mille fetidi rivoli le tasche di migliaia e migliaia di savi(ani) in tutta Europa.

William Hogarth (Londra, 10 novembre 1697 – Londra, 26 ottobre 1764) , Humours of an election