Balle papali

Bergoglio non emette bolle papali, Bergoglio emette balle papali. Se ne stanno rendendo conto anche quelli del partito bergoglico. Sandro Magister, vaticanista accreditato presso la curia bergogliona che scrive per i filobergoglieschi Espresso e Repubblica  ma che poi ci fa sapere che la Amoris Laetitia è scopiazzata, ne prende atto e mette insieme un ricco catalogo di scempiaggini bergoglioniche elargite urbi ma soprattutto orbi. Magister ci dice non solo che el papa non è infallibile ma che è soprattutto inaffidabile, incontrollabile, incompetente, incolto, inautentico, inadeguato, incivile e, come sempre, insopportabile. Detto papale papale.

Il papa non è infallibile. Eccone otto prove

Equivoci, gaffe, vuoti di memoria, leggende metropolitane. Un elenco degli errori nei discorsi di Francesco. Il più disastroso in Paraguay

di Sandro Magister

ROMA, 13 giugno 2016 – “Come aveva detto Benedetto XVI, la tolleranza deve essere zero”: così papa Francesco nella sua intervista a “La Croix” del 16 maggio scorso, a proposito degli abusi sessuali sui minori.

Ma se si ripercorrono tutti gli scritti e i discorsi di papa Joseph Ratzinger, la formula “tolleranza zero” proprio non la si trova. Mai. E nemmeno qualche formula equivalente.

Eppure essa ritorna nelle cronache vaticane come un mantra, l’ultima volta pochi giorni fa, il 4 giugno, in occasione dell’uscita del motu proprio per la rimozione dei vescovi colpevoli di “negligenza” nel trattare i casi di abuso.

Ma mentre Francesco l’ha fatta propria più volte, ad esempio nella conferenza stampa del volo di ritorno dalla Terra Santa, attribuirla – come ha fatto – anche a Benedetto XVI non corrisponde a verità.

Ed è l’ultima delle non poche inesattezze che costellano l’eloquio pubblico dell’attuale papa.

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La penultima inesattezza è del 24 aprile, durante la visita che papa Francesco improvvisò a Villa Borghese, nel centro di Roma, ai focolarini riuniti in una manifestazione in difesa della natura.

Disse il papa, nel suo discorso improvvisato:

“Una volta qualcuno mi ha detto – non so se è vero, se qualcuno vuole può verificare, io non ho verificato – che le parola ‘conflitto’ nella lingua cinese è fatta da due segni: un segno che dice ‘rischio’, e un altro segno che dice ‘opportunità’. Il conflitto, è vero, è un rischio ma è anche una opportunità”.

In realtà questa immaginaria traduzione ad effetto della parola cinese “weiji” è un artificio oratorio inventato in Occidente. Fu lanciata per la prima volta da John Kennedy in un discorso a Indianapolis del 12 aprile 1959 e da lì in avanti ripresa numerose volte da lui e da altri leader politici americani, da Nixon ad Al Gore a Condoleezza Rice, diventando ricorrente anche nella stampa popolare di lingua inglese e non.

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Una terza imprecisione è nella conferenza stampa del 16 aprile di quest’anno sul volo di ritorno dall’isola di Lesbo.

Nel rispondere al fuoco di fila delle domande sulla “Amoris laetitia”, Francesco indicò nel cardinale Christoph Schönborn l’interprete giusto del documento. E nel tesserne l’elogio – “è un grande teologo” e “conosce bene la dottrina della Chiesa” – aggiunse: “Lui è stato segretario della congregazione per la dottrina della fede”. Cosa non vera, perché di questa congregazione Schönborn è stato ed è solo membro.

Inoltre, in quella stessa conferenza stampa, Francesco replicò con un inverosimile “Io non ricordo quella nota” a una domanda sulla cruciale nota 351 della “Amoris laetitia”, quella che prospetta “l’aiuto dei sacramenti” ai divorziati risposati.

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Con un altro implausibile “Io non ricordo bene quel documento” Francesco rispose anche alla domanda se la nota dottrinale della congregazione per la dottrina della fede del 2003 che vieta ai parlamentari cattolici di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso “ha ancora un valore”.

Questo durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal Messico, il 17 febbraio 2016. E proprio mentre in Italia una legge di quel tipo era sul punto di essere approvata.

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Nella stessa conferenza stampa sul volo dal Messico a Roma, altro passo falso, questa volta con Paolo VI a farne le spese.

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PS Il catalogo di balle papali è inevitabilmente alquanto lungo, e le più assurde seguono più avanti, se volete continuare a leggere potete farlo qui.