Eresia qatara

Nemmeno la peggiore delle qataratte e il più rintronante dei qatarri può far si che uno scambi per una creatura qaritatevole Moza Bint Nasser, first lady del Qatar anche se solo terza o quarta moglie del precedente emiro e madre di quello attuale. Il Qatar, come tutti i paesi del Golfo, non si piglia un rifugiato nemmeno se lo bombardi a tappeto di qatarro e diarrea.  Il Qatar gli stranieri li piglia eccome ma solo in qualità di schiavi alla mercé di un sistema produttivo che lascia letteralmente in balia dei datori di lavoro centinaia di migliaia di lavoratori stranieri. Non solo il Qatar non permette a nessun profugo di metter piede sul suo territorio ma è anche uno degli stati più impegnati nella piratesca pratica del land grabbing. Il land grabbing consiste nell’accaparramento di terreni agricoli nelle aree più povere di Asia, Africa, Sud America. I terreni vengono acquistati a basso prezzo e i contadini indotti a sloggiare con le buone o con  le cattive, e comunque restano esclusi dalla gestione dei terreni agricoli, che vengono poi destinati a colture intensive o alla produzione di biocarburanti. E’ facile intuire che il land grabbing sia una fabbrica di miseria e di sbandamento per le comunità coinvolte, le quali vanno con ogni probabilità ad ingrossare le fila dei fuggiaschi e dei rifugiati verso l’Occidente. Per non dilungarsi poi sui notissimi coinvolgimenti del Qatar nella tremenda crisi siriano-irachena come finanziatore dell’ Isis, motore inesorabile dell’esodo di massa verso l’ Europa. E poi arriva costei, al solito vestita con la discreta eleganza di un qatarifrangente, a recitare la parte della madrina amorevole dei bimbi rifugiati ai quali vanno assicurate assistenza e istruzione purché, sia ben chiaro, non si rifugino in Qatar. E chi le offre di condividere il palcoscenico se non Bergogliosiris, il soubrettone biancovestito alla perenne ricerca di visibilità che si assicura ricevendo di continuo divi di Hollywood e plutocrati senza scrupoli.

Moza e Bergoglio, due sepolcri imbiancati, lapidi di gelida ipocrisia sotto cui giacciono sepolti dignità e verità, per il trionfo della menzogna. Come l’ennesima eresia pronunciata da Bergoglio in occasione della visita, secondo la quale cristiani e musulmani saremmo fratelli e avremmo la stessa radice. Data la circostanza, la definirei eresia qatara.

Per le qaritatevoli elargizioni del Qatar a vari gruppi terroristici islamici e altre nobili iniziative umanitaria poste in essere a difesa dei più deboli leggere qui e qui.

Lui la rimira ma lei non se lo fila. Qaritatevole la signora, ma fino a un certo punto.