Morte civile

Diritto a dare la morte al proprio matrimonio, diritto a dare la morte ai propri figli, diritto a dare la morte a se stessi. Mettici pure il diritto a procurarsi la morte con la droga e la noia mortale sui presunti diritti degli omobipantransfamolostranoinqualchemaniera. Pare che un paese non meriti di essere definito civile e progredito, se i suoi cittadini non possono esercitare il diritto a dare e darsi la morte per legge. Però con qualche distinguo. La pena di morte pare non sia tanto civile. L’aborto sì che è civile, vuoi mettere. Nei paesi civili si abortisce e si va in bicicletta. L’aborto è, come l’andare in bicicletta,  qualcosa di molto pulito, infatti non prevede possibilità di errore giudiziario dal momento che il condannato è sempre innocente. Appare quindi del tutto logico che il jingle della mortifera Radio Radicale sia sempre un requiem, visto che Pannella e i suoi sodali dopotutto non hanno fatto altro che andare sottobraccio con la compagna Morte per oltre cinquant’anni, sfruttando tutte le magnifiche opportunità di crescita civile e politica che il crepare può offrire. Pertanto si può dire che Pannella, crepando, abbia semplicemente raggiunto l’apice del suo modello di civiltà, fatto di morte civile e civilissime pompe funebri per gonfiare le gomme delle biciclette.

Pompa funebre

Pompa funebre

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