San Gennaro ha vinto ancora

Alla fine Alfano e Sepe hanno dovuto rinunciare. Ieri il ministro dell’ interno e il cardinale di Napoli hanno capitolato di fronte alla Deputazione del Tesoro, riconoscendo la specificità e l’indipendenza di questa istituzione laica che dal 16° secolo amministra il Tesoro e la Cappella di San Gennaro. La Deputazione, che era ricorsa al Tar per vedere tutelate le sua antichissime prerogative si è vista riconoscere la persistenza del diritto di patronato della Città di Napoli sulla Cappella «riportandosi quanto solennemente dichiarato dal Sommo Pontefice Pio XI con la Bolla emanata il 15 agosto 1927, riconosciamo», è l’intesa, «che tale diritto di patronato non proviene alla Città di Napoli da un privilegio Apostolico ma da una fondazione e dotazione laicale sorta con beni patrimoniali e di esclusiva provenienza laicale»; ed ancora «che da tale dichiarazione solenne della massima autorità della Chiesa Cattolica emerge l’oggettiva impossibilità di considerare la Cappella come un ente ecclesiastico e di equipararla ad una Fabbriceria; che dunque le parti sono spinte dalla volontà di fare chiarezza e procedere verso una proficua collaborazione confermando, reciprocamente, l’unico e supremo obiettivo della divulgazione del culto del Santo Patrono» e quindi «ribadiscono e concordano: che la Cappella è un Ente non ecclesiastico di fondazione e dotazione laicale sorto con beni patrimoniali e di esclusiva fondazione laicale sul quale persiste il Diritto di patronato della Città di Napoli esercitato attraverso la Deputazione; che l’Autorità ecclesiastica e, in particolare l’Arcivescovo di Napoli come Delegato Apostolico ha competenza per gli aspetti relativi all’ esercizio del culto» e quindi «auspicano che il Ministero dell’Interno tenga conto delle suesposte peculiarità e favorisca un epilogo che possa ridare serenità alla Città di Napoli, scossa dalle ultime vicende relative alle incertezze inerenti alla qualificazione giuridica della Cappella e al governo della stessa».

Alfano si è quindi impegnato a modificare secondo gli accordi presi tra Curia e Deputazione il contestato Decreto dello scorso febbraio, e poi si è precipitato a baciare l’urna delle ampolle contenenti il sangue di Gennaro, che nel frattempo si era disciolto per il miracolo del mese di maggio. Paura eh, Angeli’?

San Gennaro è di Napoli, e Napoli è di San Gennaro. La Deputazione continuerà a custodire per conto della città il tesoro più prezioso della Terra, fatto non solo di gemme di inestimabile valore ma di secoli e secoli di devozione e tradizioni di valore ancora più immenso. Non posso quindi che condividere il sorriso pieno di legittima soddisfazione del Marchese Pierluigi Sanfelice dei Duchi di Bagnoli, componente della Deputazione, nel vedere Alfano sottomettersi all’ autorità di San Gennaro.

Non praevalebunt. Rassignateve!

CRO 30 APRILE 2016 Processione e miracolo di San Gennaro, nella foto il ministro Alfano bacia la teca. Newfotosud Sergio Siano

30 APRILE 2016 Processione e miracolo di San Gennaro,
nella foto il ministro Alfano bacia la teca. Newfotosud Sergio Siano

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