Le invasioni barbergoglioniche

Le insopportabili, assurde, demenziali esternazioni di Bergoglio continuano a molestarci. Esse, tanto per entrare subito in tema, invadono inesorabili la stampa e gli altri mezzi di informazione. Ho visto telegiornali aprirsi con qualcuna delle sue baggianate come prima notizia, mentre nella stessa giornata vari immani disastri funestavano il globo. Non passa quasi giorno che costui, spinto dalla sua narcisistica determinazione ad essere costantemente seguito dai media, non si pronunci in modo platealmente inopportuno e abbastanza provocatorio sulle principali questioni che agitano questo tempo disgraziato. Ultima, ma purtroppo non ultima, esibizione: “E’ in corso un’invasione araba dell’ Europa, ma essa non è necessariamente un male.” Segue la “dotta” precisazione: “Si può parlare oggi di invasione araba. È un fatto sociale – ha spiegato Francesco – quante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture.”redo

Quale illuminante saggezza! Immagino si stia riferendo alle invasioni barbariche, a gente tipo Ostrogoti, Visigoti e Longobardi, o agli Unni di Attila che il suo ben più degno predecessore Leone I convinse, con la sua autorità, a ritirarsi. Deve riferirsi necessariamente a quelle popolazioni, perché in seguito l’ Europa non è quasi mai stata invasa dall’esterno, e gli europei hanno iniziato semmai ad invadersi tra loro. Gli “arabi”, sotto forma di Saraceni e Ottomani, ci hanno provato con grande impegno ma dopotutto, fino ad oggi, non ci erano riusciti, se non in aree ristrette e per periodi limitati. Mi limiterò a qualche breve, semplice, perfino ovvia considerazione. Le invasioni barbariche, sebbene per vari aspetti assai più cruente di quella in corso, terminavano quasi sempre dopo un tot di tempo con la conversione al Cristianesimo degli invasori, a cominciare dai loro condottieri, e con la successiva assimilazione della componente barbarica a quella autoctona. L’ Europa ne usciva fortificata perché alla fine la civiltà cristiana, già in buona parte fusasi con il lascito culturale dei Romani, finiva per prevalere sulle menti e sulle anime degli invasori, i quali non ci impiegavano troppo a riconoscerne la superiorità. Oltretutto, per essere obiettivi. molti di quelli che noi definiamo barbari erano virtualmente europei, visto che provenivano da aree settentrionali o centro-orientali del nostro continente. Crede forse Bergoglio che le masse “arabe” si fonderanno con la nostra civiltà europea, abbracciando il Cristianesimo? Se lo pensa allora costui è davvero fuori dalla realtà. Perfino Attila era più tollerante e meno fanatico di un qualunque imam da garage.

Va osservato l’ uso parecchio discutibile dell’aggettivo “araba”. E’ fin troppo evidente la varietà di nazioni da cui provengono gli odierni invasori, con una vera e propria babele di etnie in cui la componente araba è accomunata a molte di esse da un elemento inequivocabile e decisivo, ossia l’ appartenenza alla religione musulmana. E qui casca il Bergoglio: egli si guarda bene dal definire musulmana l’invasione di cui prende atto. Come al solito è fin troppo attento a non urtare la suscettibilità degli islamici. Non solo definisce genericamente e impropriamente “araba” l’invasione ma immediatamente dopo cerca di attenuare l’effetto allarmante del termine “invasione” vaticinando immaginari benefici sulle sorti future dell’ Europa. Ma che candore, sua Ingenuità! O forse è solo beata Ignoranza? Cosa cavolo si insegna di storia nelle scuole site alla fine del mondo? Bergoglio non sa che se Isabella e Ferdinando non avessero nel 1492 definitivamente buttato fuori i musulmani dalla Spagna, e se Giovanni d’ Austria con la Lega Santa non avesse vinto a Lepanto nel 1571, per citare solo le più note tra le numerose azioni politico-militari attuate in passato in Europa contro il nemico eterno, è molto probabile che al suo posto, a Roma, oggi siederebbe il Gran Muftì? O forse, dopotutto, ci si è seduto, o almeno vi è assai ben rappresentato

Ma che cosa gli frulla davvero sotto la scazzetta, a Bergoglio, e in definitiva ci fa o ci è? Soprattutto per chi sta davvero lavorando così alacramente? Una risposta me la sono data da un pezzo, nella certezza che Bergoglio non sta certo lavorando per il Principale di cui sarebbe il vice. Mi chiedo soprattutto quanto durerà ancora questo castigo. Per quanto innumerevoli e gravi siano i nostri peccati, per quanto ancora saremo invasi e puniti da questo logorroico, egolatrico, apostatico, anticattolico e anticristico pontificato?

Precor te piissime domine Iesu Christe, libera nos a malo.

“Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge”
San Vincenzo di Lérins

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