Napoli vince l’amore

La presenza di Elton John al Festival di Sanremo suscita accese polemiche per la paventata possibilità che la presenza del cantante gay sposato con gay avente due figli da madre surrogata possa fare da altra sponda, nel senso di ennesima, al ddl Cirinnà. Nessuno però sembra badare al fatto che la causa arcobaleno può già contare su un endorsement piuttosto consistente tra le canzoni in gara. Mi riferisco al brano presentato da Elio e le Storie Tese dal titolo “Vincere l’odio”. Considerato l’enorme impatto che, dalla “Terra dei cachi” in poi,  i brani degli Eelst  hanno sulla vita culturale e civile del paese, paragonabile per importanza solo alle letture dantesche di Benigni, agli spettacoli di Dario Fo e ai concerti di Giovanni Allevi, ossia al (gol)gotha della cultura nazionale, potrebbe essere in effetti proprio la loro performance a incidere significativamente sulle sorti della controversa legge. Mi rendo però conto solo adesso di aver già nominato più volte il simpatico (?) complessino milanese senza aver ancora utilizzato gli aggettivi che a tale riverito ensemble si è soliti accostare, ossia surreale, originale, fenomenale, eccezionale e, sopra ogni altro, geniale. Se vi prendete la briga di digitare in Google i termini Elio e le Storie Tese geniale constaterete che nominare Eeslt senza metterci geniale è ormai impossibile, equivale a nominarli invano, un peccato mortale. Ma torniamo invece senza ulteriori indugi all’immortale nonché geniale brano che i nostri si accingono a proporre alla platea sanremese. Ecco uno stralcio del testo, il resto è qui.

Femminiello che vivi a Napoli
Coi problemi presenti a Napoli
Femminiello di una metropoli sul mare chiaro
Femminiello ma quanti ostacoli
Nel tuo cuore disperso a Napoli
Per fortuna che poi c’è il Napoli
Al San Paolo di Napoli
San Paolo, San Paolo, convertitoti nei pressi di Damasco
San Paolo, San Paolo, quante lettere scrivevi tu
San Paolo, San Paolo, ebreo ellenizzato di Tarso
San Paolo, San Paolo, per fortuna che il Signore ti è apparso
Perché tu perseguitavi i cristiani
E giustamente lui ti ha detto stop stop stop

E’ innegabile, geniale è proprio il primo aggettivo che ti salta in mente dopo aver letto questi versi. Analizziamoli insieme per coglierne tutta la rivoluzionaria originalità. Un femminiello conduce una grama esistenza a Napoli ( del resto chi, femminiello o no, non conduce una grama esistenza a Napoli? ), tra i tanti irrisolti problemi di Napoli ( ma i mille problemi irrisolti non erano dell’ Italia dei cachi tutta? ), affrontando quotidianamente a Napoli molti ostacoli ( trattasi forse di barriere archichecconiche? ) e trovando unica consolazione nel recarsi allo stadio San Paolo a vedere la squadra del cuore. Uno straziante, crudo ritratto esistenziale. Ma appena giunti al San Paolo il testo sembra farsi più allusivo, più sottilmente simbolico: il femminiello trova rari momenti di gioia allo stadio ma ahimé tale luogo ameno è intitolato proprio a quel Paolo di Tarso che non fu certo tenero coi sodomiti, come chiamava lui i femminielli. Atroce beffa del crudele destino! Nemmeno allo stadio un po’ di pace. Eppure proprio al culmine dello sconforto il testo pare offrire un barlume di speranza, e forse perfino un assist di bergogliesco vigore alle fervide speranze del popolo lgbt: Paolo Paolo Pa’, come un dì smettesti di perseguitare i cristiani chissà, un giorno smetterai di perseguitare pure i femminielli? E chissà, forse in quel giorno glorioso, dopo lo stadio del Superbowl, forse anche il San Paolo si tingerà d’arcobaleno, invece di quel solito omofobico azzurro da maschiacci cattivi, oooho!

Che altro aggiungere? Che genialità, che innovazione, che ampiezza di visione ai limiti del profetico espresse in questa totale assenza di luoghi comuni nel descrivere la città di Napoli!  Mi pare evidente: le menti superiori di Elio, Tanica e compagni sembrano del tutto immuni da triti pregiudizi e da visioni di Napoli basate sul solito bozzetto tragi-ridicolo-patetico. Sono talmente originali che non hanno alcun bisogno di fare come tanti in questo paese, che quando non hanno più niente di interessante da dire vanno in televisione e sui giornali a parlar male di Napoli. No, Elio e gli altri attempati gaglioffi della banda sono davvero oltre tutto questo. E il motivo di ciò è evidente e incontestabile: Elio e le Storie Tese sono GENIALI!

Ecco fatto, così quando digiterete Eelst geniali su Google troverete pure me. Ciò detto, ora posso mandare davvero all’inferno il festival, Elton John, la Cirinnà e pure gli Elii. L’unico evento che conta davvero questa settimana è la sfida Napoli-Juvesabaudimaledetti di sabato prossimo, che forse farà battere il cuore anche a me che di calcio non mi curo proprio, ma sarà anche la vigilia di San Valentino e solo chi non è napoletano non è almeno un po’ innamorato del Calcio Napoli. Napoli vince l’amore, sempre. Lo stadio San Paolo tutto azzurro è meraviglioso, e per renderlo ancora più splendido non resta che metterci nelle mani, anzi nei piedi, di Lorenzo e Gonzalo. Spero che tutti quelli che lo riempiranno, femminielli ivi compresi, potranno essere felici.

Per tutto il resto, a cominciare dalla Cirinnà, San Paolo di Tarso piensace tu! Sancte Paule, ora pro nobis. E pure San Remo e San Valentino, vedite ‘e nun ve scurda’ ‘e nuje. Amen.

2 thoughts on “Napoli vince l’amore

  1. Ci avete azzeccato cara donna Turqua’, già è iniziato il coro dei “Geniale”, solo attenuato dal coro, altrettanto stucchevole, dei “Commovente” per Ezio Bosso, persona oltretutto non incampace ma caduta nel meccanismo “mi commuovi perché hai una disgrazia addosso” che rischia di portarlo verso sponde Bocelliane…

  2. antoniosabino: Nel frattempo per fortuna ci siamo liberati di Sanremo e dei nastri arcobaleno agitati forse più per distrarre dalle brutte canzoni e dalle pessime esecuzioni. Quanto agli Eelst sono ormai definitivamente appannati, arrugginiti, pedanti e stanche repliche di sé stessi, e sarebbe ora che ne prendessero atto. Vi assicuro , caro don Anto’, che non sono una femminista ancora offesa per “Cara ti amo”🙂. Quella canzone era divertente, aveva un suo perché e conteneva più di qualche verità ma quei tempi sono davvero tramontati.

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