Cavie nelle colonie

A questo punto vorrei una cosa soltanto: che al posto delle ragazze di Colonia aggredite dalle belve islamiche si fossero trovate le politichesse di sinistra e certe senili femministe la cui unica reazione è stata il tentativo di attenuare le gravissime responsabilità degli aggressori mediante illogici e fastidiosi distinguo. Mi chiedo a cosa si debba tanta appassionata devozione alla causa del “rifugiato ad ogni costo”, perfino a costo del tradimento della causa femminista e a costo del tradimento verso le altre donne, la cui umiliazione non solo non ha suscitato la reazione di sororale sdegno che avrebbe dovuto, ma ha generato quella che in pratica è una levata di scudi tout court a difesa della nuova categoria sociale con la quale vogliono a tutti i costi che ci rassegniamo a coesistere, ossia quella del “maschio rifugiato musulmano singolo o in branco tanto bisognoso d’affetto a caccia di prede sessuali bianche”. D’altra parte avete mai sentito una di queste sacerdotesse del politicamente corretto alzare la voce quando ad essere maltrattate e massacrate sono state donne e ragazze musulmane, e casi clamorosi e agghiaccianti non sono certo mancati nel recente passato. Sono già trascorsi dodici giorni dagli stupri in Germania, e avete per caso sentito proclamare azioni di protesta, cortei, fiaccolate, pubblici dibattiti, interrogazioni parlamentari, sit-in di protesta, flash mob? La protesta contro i fatti di Colonia è stata di fatto lasciata al monopolio delle formazioni di estrema destra, salvo poi indignarsi che queste monopolizzano la protesta, oh allarme allarme per le nostre democrazie! Ma c’è un rischio ben più grave che l’elite radical chic che ci ha condotti in questo budello cieco si ostina a non voler considerare, ossia quello che la gente comune, spaventata e abbandonata, tenti di farsi giustizia da sé come è avvenuto a Salerno. Questa sottovalutazione si spiega a parer mio con la sfacciata indifferenza verso la gente reale e i suoi problemi che caratterizza l’elite dominante, col suo sostanziale disprezzo verso il cittadino comune, col suo liquidare come rigurgiti di fascismo tutti i segnali di sofferenza e di insofferenza provenienti da città e paesi soffocati da troppe presenze estranee, fuori controllo e spesso ostili. Personalmente non sono né stupita né scandalizzata dal fatto che i cittadini del rione Matierno a Salerno abbiano reagito con rabbia contro il centro di accoglienza che ospita il pakistano molestatore di una quattordicenne. Tanto ci ha pensato la Cgil locale a schierarsi subito e comunque a favore degli ospiti della struttura, condannando l’accaduto come manifestazione di bieco razzismo. Il paradosso al quale ormai siamo arrivati, a mio avviso, è che nessuna comunità civile potrà accettare di lasciare le proprie donne alla mercé dei nuovi saraceni e se le istituzioni non si attiveranno per garantire la sicurezza allora reagire alle violenze sarà da considerare, con ottime ragioni, solo legittima difesa. E  lo ribadisco, sarebbe solo giustizia se al posto delle ragazze oltraggiate di Colonia o di tutte le altre colonie musulmane d’ Eurabia si trovassero certe accoglienti signore dell’ establishment cultural-politico. Per una volta vorrei che fossero loro a subire gli effetti dell’ infame esperimento sociale imposto ai popoli europei e nel quale ci hanno assegnato il ruolo di cavie.

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