Tempi oscuri per le donne, ma non per certe scure signore.

Alle dark ladies della sinistra italiota frega assai poco delle donne oltraggiate e violentate a Colonia e in altre città tedesche. Tutto ciò che interessa loro è salvaguardare i beneamatissimi rifugiati islamici, anche quando si tratta di feroci stupratori che a migliaia, organizzati in squadracce, assalgono le vittime nelle nostre città. Mentre nella molliccia Germania merkeliana ancora si discute se e in che modo espellere carogne che andrebbero solo scorticate vive sulla stessa piazza dove hanno compiuto i loro crimini, la funerea Laura Boldrini in perenne gramaglia ha liquidato le ignobili aggressioni sessuali come “atti di mancanza di rispetto anche violenti”. Vorrei sapere da Lauretta: se uno sconosciuto per strada ti afferra e  ti mette le mani tra le gambe è semplice mancanza di rispetto o è già violenza? Fanno abbastanza specie certe affermazioni da parte di una politichessa tanto femminista che un po’ di tempo fa trovò offensiva perfino la rappresentazione della donna come casalinga in alcune pubblicità, e in un’altra circostanza sollevò un putiferio infernale quando si considerò stuprata a chiacchiere da alcuni insulti nel blog dei grillini. Sempre sulle barricate, l’ombrosa Lauretta, quando si tratta di simili idiozie, ma quando povere ragazze indifese subiscono la disgustosa brutalità del feroce sessismo islamista, ecco che d’un tratto Laura non c’è.

Poi arriva Cecile-faccetta di bronzo-Kyenge che trova nei fatti di Colonia solo lo spunto per “far capire agli italiani” che essere clandestini  equivale a prendere il bus senza il biglietto e che gli stupri sono solo sintomo di sessismo che accomuna tutte le culture. Questo è tutto, nemmeno una parola di comprensione per le donne brutalizzate. Cecilietta finge evidentemente di non sapere che in piazza a Colonia non c’erano maschi sessisti di tutte le culture. La composizione del branco variava solo per età e provenienza geografica dei diversi individui, ma la cultura che accomuna tutti loro è una sola, quella islamica. Cecilietta finge di non sapere che lo stupro di massa è spesso stupro etnico organizzato, come è avvenuto in Germania, ed è uno strumento di offesa alla popolazione civile, utilizzato certamente in contesti storici e culturali diversi ma sempre in scenari di guerra, più specificamente durante invasioni e occupazioni militari. In quale cultura, per quanto venata di sessismo, si è mai visto, in tempo di pace, l’assalto sessuale pubblico praticato da migliaia di uomini su centinaia di donne, in modo simultaneo e con appartenenza di aggressori e vittime a gruppi etnici evidentemente diversi? Ingenua Cecilietta, finge di non sapere che molti italiani hanno già capito quello che c’è da capire: uno, siamo in guerra con il nemico occupante che lei fiancheggia, già dentro casa da un pezzo; due, molti italiani sono disgustati nel vedere il proprio denaro mantenere nei privilegi dello status parassitario di “rappresentante eletto” una furba oltremodo indisponente, che invece di rappresentare i loro interessi si sbatte solo  per favorire sempre più l’ostile invasione.

Boldrini e Kyenge, ecco due luminosi esempi di donne ai vertici, due eroine del femminile, due che il soffitto di cristallo l’hanno frantumato, eccome, peccato che in questo caso chi rompe non paga. A pagare siamo noi, donne e uomini sotto assedio, e i cocci taglienti sono tutti nostri, e ci stanno lacerando l’anima.

Nell’immagine il sororale abbraccio tra Boldrini e Kyenge. Due sorelle che ce l’hanno fatta. Si, ce l’ hanno fatta sotto il naso, senza dubbio.

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