La sindachessa del rione pusillanimità

La pusillanime sindachessa di Colonia ha consigliato alle sue concittadine di tenere la distanza di un braccio dagli stranieri, se vogliono evitare guai. Si sa, lo straniero se lo tieni a distanza di un braccio quello si impappina e desiste subito dal proposito di prenderti alle spalle e violentarti, malmenarti e derubarti sulla pubblica via. E se lo straniero te lo ritrovi a due centimetri nella metro affollata che fai, non prendi la metro?

( Ma sì, nun t’ ‘a piglia’ a metro, fattelle a ppere e cammina co’ metro dinto ‘a borza!  Tu co’ ‘o metro, lloro co’ ‘o mitra.)

Ma che significa, cara pusillanime sindachessa, tenere la distanza? Forse, chissà, le donne di Colonia vittime di abusi e violenze da parte della canea musulmana la notte di Capodanno si sono avvicinate troppo ai loro aggressori. Li avranno solo sfiorati o gli si sono buttate direttamente addosso? Eh sì, si vede che non hanno saputo tenere la giusta distanza, l’adeguata compostezza, l’incedere modesto e lo sguardo basso che si convengono a una donna che non voglia essere notata da potenziali stupratori musulmani. Sono state per caso incaute e provocatorie con la loro allegria, il make-up luccicante e gli abitini del veglione? Le loro chiome al vento fresche di coiffeur avranno magari suscitato insani e incontrollabili impulsi in quegli ingenui e cortesi giovanotti islamici, che loro sarebbero tanto casti e puri se quelle diaboliche femmine impudiche non risvegliassero il porco selvaggio che grufola dentro di loro! Oops, ho detto porco!

Io il suggerimento della pusillanime sindachessa non l’ho capito molto bene, penso che avrebbe dovuto essere più chiara e dare alle concittadine un suggerimento più preciso e dirimente, una cosa tipo “Mettetevi direttamente addosso un niqab quando uscite, anzi non uscite, tenetevi a debita distanza restando chiuse in casa, state alla larga e piantatela di andarvene in giro come se foste libere cittadine di una nazione civilizzata! Piantatela e vedete una buona volta di non turbare la pace sociale co’ sti culi e ste tette malcelati!” Questo doveva dire la pusillanime, miserabile sindachessa di Colonia, per essere chiara, credibile e pienamente degna del mandato di pubblico amministratore di una città eurabica.

foto dal web

Ps: Ecco, questo di Colonia è solo uno dei tanti casi in cui mi faccio la grassa, sguaiata e impudica risata di quando sento raccontare la balla che con le donne al potere il mondo può solo migliorare. Ma qua’ femmene al comando, facitece ‘o piacere! Stateve a casa a ffa ‘a cazetta, meze cazette!

2 thoughts on “La sindachessa del rione pusillanimità

  1. Mi dispiace per l’autore dell’articolo che con il PS finale dimostra di non avere capito nulla,di essere misogino e fuori dal tempo,da ogni tempo.Infatti,la società regolata,amministrata e governata dagli uomini ce l’abbiano sotto gli occhi,con risultati pessimi e degradanti.Studiando un po’ di archeoantropologia culturale si viene a conoscenza di un lungo periodo di tempo,situato in quello che noi siamo soliti chiamare preistoria,in cui la società era strutturata diversamente ed era amministrata e governata dalle donne,il cosiddetto matriarcato.Era una società di pace,non violenta,in cui i maschi non avevano il tempo per fare i dongiovanni e gli stupratori,ma dovevano collaborare per il ménage familiare in maniera seria e concreta e,soprattutto,non avevano il tempo per fare i politici,cioè i ciarlatani,i corruttori.gli intrallazzatori,i trasformisti.Basta documentarsi per sapere che le cose stavano così.Poi c’è stato l’avvento della società patriarcale,che ci ha tra l’altro trasmesso tutti i miti in cui è il maschio a disporre come si deve vivere(in questi miti rientrano anche molte scritture denominate sacre,ma che di sacro hanno solo la firma maschilista e patriarcale!),con le guerre,la violenza, le prepotenze,gl abusi e,ovviamente,gli stupri e tutto il resto.Si può scherzare quanto si vuole,ma questa è la realtà,che non può essere liquidata con la battuta finale dell’articolo.

  2. Egregio Signor Zamprotta,
    mi corre l’obbligo precisare che l’autore del PS finale oltreché dell’articolo non è un autore bensì un’autrice, la quale forse trova un tantinello misogino il suo dare per scontato che dietro il nick Turquoise debba celarsi necessariamente un maschio. Quanto al non capir nulla vedo che per fortuna è arrivato lei a spiegarmi tutto e dal momento che non capisco nulla non proverò nemmeno a controbattere alle sue osservazioni. Temo però che potrò fare ben poco frutto della sua dotta reprimenda. Oltreché misogina e fuori tempo (e di entrambe le cose sono oltremodo fiera ), sono anche ostinatamente ribelle agli ammonimenti di certe menti illuminate come la sua, che non trovano di meglio che aggirarsi per le pagine altrui spargendo sapienza e sentenza. Io solitamente me ne sto nella mia triviale paginetta, nella quale mi riservo il diritto di scherzare su tutto ciò che è umano, essendo la mia reverenza e il mio ossequio riservati unicamente a Nostro Signore e alla sua Beatissima Madre. Di tutto il resto mi faccio beffe a mio piacimento. A cominciare dal falso mito delle donne che in carriera e in politica sarebbero portatrici di non si sa bene quale valore aggiunto, roba tipo peace and love. Potrei elencare un numero impressionante di esempi, desunti dalla mia esperienza personale e dalla storia più o meno recente che dimostrano l’esatto contrario ma non ho né il tempo né la voglia di farlo. Se si fosse preso la briga di leggere davvero il mio post, invece di scandalizzarsi tanto per il PS, avrebbe compreso che esso intende, in modo piuttosto evidente, parteggiare proprio per le donne offese a Colonia, vittime innanzitutto di scelte politiche dissennate operate da altre donne come la Merkel e la stessa Reker. Lo ribadisco, io quelle due politichesse le manderei a casa loro a lavare i piatti, o anche a spalare letame, se le sembra meno convenzionale, così come ci manderei i loro omologhi maschi, e se ciò la turba non è davvero un mio problema. Con questo le porgo i miei più deferenti e distinti saluti, avvertendola che se vorrà continuare a intrattenersi in questo blog difficilmente troverà articoli che confortino le sue convinzioni e che ancor più difficilmente troverà la loro autrice disposta a tollerare il genere di cazziatone che lei si è ritenuto autorizzato a propinarmi.
    Cordialmente,
    Turquoise, autrice, donna, femmina.

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