Dannata Europa senza Vangelo, di Camillo Langone

di Camillo Langone, da Il Foglio 19 Luglio 2016 ore 06:18

Immigrazione, terrorismo e ascesa del clero neo pauperista. Il cattochitarrismo non basta. Perché l’Europa rantola da quando ha rinnegato la sua vera religione

foto Tom Sartain via Flickr

Europa che sembri alla fine della decadenza e che guardi passare piccoli e grandi barbari neri, o ambrati dal sole feroce del deserto, mentre componi editoriali pensosi, tweet ironici, post commossi, tutti ugualmente inutili, ti scrivo. Europa che hai lasciato circondare il castello di Bouillon, in Belgio, da gruppi di donne fazzolettate: me lo racconta, turbato, un amico che lavora in Lussemburgo e che nel tempo libero visita le senescenti province di Fiandre e Vallonia. Come e quando tante maomettane sono arrivate nel pittoresco, verdeggiante paese? Goffredo di Buglione, “il capitano / che il gran sepolcro liberò di Cristo”, scese da quelle mura per scalare quelle di Gerusalemme: ma tu Europa non leggi più Torquato Tasso e la nemesi ti punisce. Europa decrepita che dimostri valida la tesi di Todd Buchholz, l’economista di “The price of prosperity”: “Con l’aumento della ricchezza, la natalità crolla e l’età media della popolazione cresce. Questo richiede un flusso di nuovi operai e comporta l’apertura delle frontiere agli immigrati che hanno il potenziale per frantumare la cultura prevalente”. Io venni internettianamente lapidato quando scrissi che una delle cause del crollo demografico è l’istruzione universitaria femminile: Buchholz lo conferma, non è con l’aumento della povertà che aumentano le iscrizioni delle ragazze alla Bocconi, alla Sorbona o alla London School of Economics. Ed Erasmus, vista la sua efficacia nel ritardare, ostacolare, impedire la maternità di migliaia di giovani europee, potrebbe essere il nome di una marca di preservativi.

Ma la causa principale della tua astenia è la tua apostasia, Europa. Da quando hai rinnegato la tua religione, la vera religione, non fai che rantolare. La religione che ti creò (nascesti con la battaglia di Poitiers, prendesti forma col Sacro Romano Impero), la religione che ti fece grande nonostante le tue dimensioni, la religione che ti diede i monasteri, le cattedrali, gli ospedali e, siccome derivante da ragione e non superstizione, i laboratori scientifici. Il primo a rinnegare Cristo fu san Pietro, quindi non mi avventuro a parlare di un fenomeno nuovo, sono nuove semmai le dimensioni. “Il più grande avvenimento recente – che “Dio è morto”, che la fede nel Dio cristiano è divenuta inaccettabile – comincia già a gettare le sue prime ombre sull’Europa”, scrive Nietzsche alla fine dell’Ottocento. Prima la fede l’hanno persa i filosofi, com’è ovvio: purus philosophus, purus asinus. Poi gli scrittori, gli artisti, i musicisti: il passo successivo al nicciano “Gott ist tot” è il lennoniano “Imagine there’s no countries / it isn’t hard to do / nothing to kill or die for / and no religion too”.

Lennon era il più stolido dei Beatles (il più perspicace era ed è McCartney, non a caso uno dei pochissimi vip a mantenersi neutrale fra Brexit e Remain) e ogni volta che applaudi “Imagine” tu, Europa, diventi un poco più stupida e quindi un poco meno europea (tua caratteristica precipua era la qualità: la quantità è asiatica). Nel 1996 la celeberrima canzoncina anticristiana venne cantata davanti a Papa Giovanni Paolo II e non mi stanco di ricordarlo a chi pensa che la crisi dottrinale della chiesa cominci con l’ascesa al soglio di Papa Francesco. Nel 2016 è stata criticata via Facebook da Susanna Ceccardi, fresco sindaco leghista di Cascina, che ne ha sviscerato la natura comunista (e perciò, anche in questo, più asiatica che europea), evidente nel verso “Imagine no possessions”. Evidente a chiunque non sia assordato dall’ideologia e per nulla evidente al clero pauperista che oggi ha sequestrato il cristianesimo, dimentico o ignaro di quanto il capitalismo debba alla teologia francescana medievale di Pietro di Giovanni Olivi e Giovanni Duns Scoto, a san Bernardino da Siena, a sant’Antonino da Firenze, ai domenicani della scuola di Salamanca.

Sembra che la fede l’abbiano persa anche i tuoi preti, Europa. Quanti cardinali credono nell’esistenza del diavolo, nell’incarnazione, nella presenza reale di Gesù Cristo nell’eucaristia, a parte l’africano Sarah? Quanti fra i cardinali tedeschi, ad esempio? E in Austria? Europa debosciata dove accade che il cardinale Schönborn faccia entrare un giovane omosessuale, unito civilmente con un altro omosessuale, nel consiglio pastorale di una sua parrocchia. Dio è davvero molto misericordioso se dopo simili episodi non affoga la diocesi di Vienna nel pozzo del suo tradimento, e si limita a dissanguarla lentamente, dandole il tempo di un ravvedimento che però non si intravede. E intanto nelle scuole della capitale austriaca gli studenti musulmani hanno già superato gli studenti cristiani: come se nel 1683, davanti alle sue mura, avesse vinto il Gran Visir anziché Giovanni III di Polonia. Come se Marco d’Aviano non avesse meritato il titolo di Beato col sermone che entusiasmò i soldati poco prima della battaglia, Europa dannata che non sei altro. Europa calcolatrice che sbagli i calcoli, Europa di Angela Merkel che ha aperto le porte agli invasori per raddrizzare la curva demografica e continuare a pagare le pensioni: col risultato che nel medio periodo non ci sarà più la Germania e non verranno comunque pagate le pensioni.

Europa collaborazionista che come sindaci delle tue metropoli eleggi islamofili o direttamente islamici, vedi Londra, amministratori autorizzanti moschee sulle quali si innalzeranno minareti dai quali si affacceranno muezzin: non hai appena visto, Europa, il tentato golpe turco, il ruolo dei muezzin nell’eccitare i tagliagole di Allah? Cambia occhiali, Europa. E già che ci sei cambia pure protesi acustiche: sei talmente sorda da affollare i concerti di Elton John, il ladro di bambini, di David Gilmour, grande chitarrista dell’epoca di Nilde Iotti, e di Bruce Springsteen, che già al tempo in cui aprii le orecchie al mondo, mille anni fa, mi faceva tenerezza per quanto era musicalmente grossolano e superato. Palestrina è più moderno, anche se dubito possa piacerti, Europa smemorata, un compositore così esemplarmente cattolico romano. Non piace nemmeno ai preti, così come il gregoriano e l’organo a canne: migliaia di parroci appartengono a un’altra religione, il cattochitarrismo, senza schitarrata la messa non sembra loro valida. Forse anche per questo “piccoli atei crescono”, come scrive il sociologo Franco Garelli: mette tristezza, respinge, non attrae, un culto con una colonna sonora così programmaticamente di serie B.

Europa che sembri alla fine della decadenza e probabilmente lo sei davvero, non per risollevarti, missione impossibile a viste umane, bensì per salvare il meglio del tuo patrimonio, per trasmettere il tuo lascito alle generazioni e ai popoli che verranno, certamente dobbiamo valutare l’Opzione Benedetto, la creazione di oasi di civiltà nel caos di un continente insanguinato dal nichilismo come in un romanzo di Cormac McCarthy. All’uopo ci vorrebbe un nuovo ordine benedettino (chi conosce i benedettini odierni dubita che possano salvare se stessi, altro che il continente). Sarebbe utile anche un movimento popolare e giovanile di educazione alla fede, tipo quello fondato nel 1970 dal sacerdote lombardo don Luigi Giussani. Si chiamava Comunione e Liberazione, qualcuno se lo ricorda ancora. Poiché a Roma ci sono due Papi e questo anche per i bendisposti è un fattore di confusione e strabismo, e tu, Europa, bendisposta non lo sei di sicuro, sappi che c’è un vescovo a Ferrara. “Questo sistema sociale si sta disfacendo”, afferma monsignor Negri col pessimismo profetico che lo contraddistingue e lo innalza sul piatto paesaggio di talpe ottimiste. “In questo mondo dove tutto si dissolve e la solitudine domina la vita dei singoli e della società bisogna decidersi a non puntellare l’impero. I primi cristiani non puntellarono l’impero ma fecero semplicemente un’altra cosa: fecero il cristianesimo. Affermarono che Cristo era l’unica vera risposta sulla vita dell’uomo e del mondo. Ricostruiamo dunque le nostre comunità attorno a Gesù Cristo”.

L’islam che ti seduce tanto, Europa baldracca, è un fungo velenoso che cresce sulla tua decomposizione, un parassita sociale oltre che teologico (Maometto per scrivere il Corano ha sfruttato sia l’Antico che il Nuovo Testamento). Cos’è infatti la tua presente decadenza se non la fase putrefattiva della civilizzazione? Europa che tutto hai mangiato e tutto hai bevuto, come scrive Verlaine, e ancora ti gingilli con le guide dei ristoranti, con i programmi dei cuochi, perché la tavola è il talamo di chi non fotte più, non ti sto chiedendo niente perché niente mi aspetto da te. Io insieme a Rimbaud rimpiango la vecchia Europa dei parapetti antichi, ma è una cartolina ingiallita, un sospiro, non un fondamento. Non chiedo niente nemmeno alla tua cultura dato che, lo ha rimarcato Gabriel Matzneff, “il Café de Flore si inginocchia davanti ai barbuti fanatici di Libia, di Siria, così come una volta si inginocchiava davanti a Stalin”. Ti ho scritto per dirti che vogliamo smettere di puntellarti, traballante Europa. Non possiamo rischiare che il Vangelo finisca sotto le tue macerie: se e quando ti ricorderai della tua giovinezza, e vorrai non rimpiangerla bensì riviverla, lo ritroverai intatto.

Anvedi Chi l’ha visto, appello urgente

TERRE IMPERVIE

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Cercasi tutti quelli che volevano fino a ieri la Turchia in Europa. Non li troviamo più. Neppure uno. Temiamo abbiano perso la memoria, stiamo mandando richieste a tutti gli ospedali. Se avete presso di voi un paziente che non ricorda più nulla potrebbe essere uno dei nostri Erdoganeuropei. Si cercano pure i fans della Turchia di Erdogan, non si trovano più, al massimo ti dicono che loro hanno sempre detto che era cattivo e che loro amano i Turchi anti Erdogan e non quella minoranza fanatica. Davanti alla osservazione che la minoranza, stando alle ultime elezioni, è il 49.50% della popolazione loro assicurano di avere sempre sostenuto, apprezzato, amato, slinguazzato e coccolato l’altra parte. Se li incontrate offrite loro un aiuto e accompagnateli a casa dai loro parenti che li attendono.

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La solitudine umana, il nichilismo dell’Occidente e il jihad che ci minaccia e che, in 14 secoli, ha fatto circa 270 milioni di vittime, di Antonio Socci

dal blog Lo Straniero, di Antonio Socci

MARTIRI CRISTIANI

L’uomo della strage di Nizza, Mohamed Lahouaiej Bohlel, fino al 13 luglio era una persona comune, un tipo che non dava nell’ occhio. Emigrato in Francia una decina di anni fa dalla Tunisia aveva un permesso di soggiorno che sarebbe scaduto nel 2019.

“M’era sembrato molto tranquillo… forse un po’ triste”, dice la vicina di casa: “era sempre da solo… un’unica volta l’ho visto in compagnia del figli”.

Da un anno era andato a vivere lontano dalla moglie e dai tre suoi bambini. Forse aveva avuto problemi di prestiti e debiti e qualche grana giudiziaria. Aveva partecipato a una rissa, ma nulla che potesse allertare l’antiterrorismo. Pare che fosse “depresso e instabile”, ma anche questo non può spiegare l’orrore che ha perpetrato.

Del resto il “male di vivere” è un connotato della nostra condizione umana e il nichilismo dell’Occidente lo amplifica e lo grava di nuovi fardelli. Ma è una condizione comune. Tutto questo non c’entra ancora niente con il terrorismo e la strage. Al massimo può prendere la strada della disperazione personale o quella del rancore e dell’odio.

Una pagina dello scrittore svedese Hjalmar Soderberg coglie bene la nostra condizione umana:

“Vogliamo essere amati. In mancanza di ciò, ammirati; in mancanza di ciò, temuti. In mancanza di ciò, odiati e disprezzati. Vogliamo suscitare negli altri una qualche sorta di emozione. L’anima trema davanti al vuotoe ha bisogno di un contatto a ogni costo.”

In fondo anche i “social” che ci siamo inventati – per viverci dentro con i telefonini, che sono le scatole nere delle nostre vite – servono ad anestetizzare tutta questa immensa solitudine che non permette di sentirsi vivi. E soprattutto amati.

Ma qual è il fattore misterioso che trasforma un essere umano, con la sua consueta fatica di vivere, comune a tutti noi, in un terrorista stragista?

E’ l’ideologia. Non è necessario essere intellettuali o particolarmente militanti. Basta anche solo l’infatuazione, la suggestione dalla propaganda balorda. Mohamed – a quanto pare – ha espresso tutto nel solito grido di battaglia: “Allah Akbar”.

IL VELENO MORTALE

E’ l’ideologia il meccanismo perverso che prende la rancorosa frustrazione di un uomo e ne fa una bomba umana lanciata contro il mondo intero, nella prospettiva della sua distruzione purificatrice e nell’illusione di un grossolano “paradiso” edonista con 72 vergini a disposizione.

I milioni di immigrati musulmani in Francia (e in Europa) sono sottoposti a questa doppia pressione: da una parte il nichilismo dell’attuale Occidente, senza vita spirituale e senza nobili ideali; dall’altra le sirene del jihadismo, la predicazione di un fanatismo che – a quanto pare – dispone di grandi mezzi. Una tenaglia micidiale.

L’ideologia – come sappiamo per averne viste molte nel Novecento – è il meccanismo che non ti fa più vedere gli altri esseri umani, ma li trasforma in simboli astratti che si possono schiacciare e massacrare. Anche a milioni.

L’ideologia è il meccanismo capace di tirar fuori la parte più oscura della nostra natura legittimandola come buona. L’ideologia abbatte le civiltà e porta fame e miseria ai popoli, a cui impone il dominio dei tiranni.

Oggi si comincia a capire che quella jihadista è un’ideologia. Essa – ha scritto Le Monde – “chiama alla lotta contro gli infedeli, gli ebrei e i crociati, gli Occidentali: un discorso totalitario che predica la guerra con tutti i mezzi contro i miscredenti e altri non credenti”.

IN GUERRA DA 14 SECOLI

Ma è un’ideologia molto antica. Erroneamente si crede che nasca in odio al moderno Occidente. In realtà è stata da sempre (ed è) in guerra con tutte le culture, tutte le civiltà e le religioni diverse da sé. Ed è in guerra perfino nel suo stesso seno (per esempio fra sciiti e sunniti).

E’ un’ideologia del dominio. E i suoi devastanti effetti non sono stati inferiori a quelli dei totalitarismi del Novecento.

Secondo i calcoli di Bill Warner – direttore del “Center for the Study of Political Islam” – la conquista musulmana del Medio Oriente, dell’Anatolia e del Nordafrica – che rappresentavano metà della cristianità antica – ha fatto almeno 50 milioni di vittime.

La conquista islamica dell’Oriente – dove ha spazzato via l’antichissima civiltà persiana e zoroastriana – ha poi prodotto la morte di 10 milioni di buddisti la cui religione è stata estirpata dalla “via della seta” e dall’Afghanistan.

L’attacco all’India ha distrutto metà di quella civiltà facendo circa 80 milioni di vittime. Mentre nell’Africa subsahariana le vittime cristiane e animiste del Jihad sarebbero circa 120 milioni.

Guglielmo Piombini – al cui saggio pubblicato su “Il grande tradimento” devo la conoscenza di Warner – calcola:

“Sommando tutte queste cifre si giunge alla conclusione che dal settimo secolo a oggi approssimativamente 270 milioni di ‘infedeli’ sono morti per la gloria politica dell’Islam, un numero di vittime che probabilmente supera quelle del comunismo”.

Piombini conclude:

“La Jihad rappresenta quindi, per durata e per conseguenze, una delle istituzioni più rilevanti della storia umana, che ha sconvolto la vita di centinaia di milioni di persone per quasi 1400 anni. Eppure, a livello storico, è quasi completamente ignorata”.

In effetti sono rari coloro che hanno alzato i veli sulla storia vera e non hanno avuto vita facile nei salotti dell’intellighentsia occidentale. Per esempio Oriana Fallaci e Bat Ye’or.

EURABIA

Loro da tempo hanno lanciato l’allarme: l’Occidente, imbevuto di mentalità politically correct e di odio delle proprie radici (cristiane), è ipnotizzato dalle sirene del multiculturalismo e ignora completamente cosa storicamente è stato ed è l’Islam, cosicché l’Eurabia esiste già nella “sottomissione” della nostra cultura relativista.

Del resto l’intellighentsia occidentale ha vissuto lo stesso abbaglio con il comunismo. Oggi i cantori del multiculturalismo esaltano la “magnifica” civiltà islamica con analoga ignoranza dei fatti. E le élite politiche continuano a sostenere che il problema sarebbe solo il terrorismo.

Cosicché lasciamo che regimi come Arabia Saudita e Pakistan (o Iran) siano protagonisti riconosciuti e legittimati dei consessi internazionali e del “grande gioco”.

Le caste occidentali non vedono il problema rappresentato dall’Islam, così come non colgono il pericolo del nostro nichilismo occidentale che è diventato anche un disastro demografico e ha prodotto un vuoto spirituale e – appunto – demografico che rischia di essere riempito in modo traumatico e devastante per la nostra civiltà.

Sottovalutando la questione islamica e le conseguenze della “dittatura del relativismo”, poi, tali Caste agitano solo e sempre il fantasma del “populismo” come se fosse il pericolo e non piuttosto la reazione dei popoli al pericolo.

Come se il problema fosse rappresentato dalla Brexit, dalle nazioni che difendono la loro identità e pretendono di decidere le loro sorti, sentendosi tradite e abbandonate dalle Caste che sono al potere.

Luigi Amicone giustamente osserva: La minaccia non è il populismo, ma il nichilismo occidentale (che fa guadagnare terreno a quello islamico)”.

Ci sono tanti lupi solitari come Mohamed che, in questa confusione, possono perdersi e provocare altre tragedie.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 17 luglio 2016

Musulmani brava gente

Musulmani brava gente, come tanti bravi tedeschi che permisero a Hitler e alla sua minoranza di cattivi tedeschi di prendersi la Germania e l’ Europa. Proprio come quei tedeschi siete tutti voi, i cosiddetti “musulmani moderati”, che state rintanati nel vostro cantuccio tranquillo, dove già godete di molte rendite di posizione, a sbirciare il lavoro sporco che i musulmani “depressi” fanno anche per voi, lo sporco lavoro che fiancheggiate col vostro silenzio, con le vostre titubanze, con i vostri distinguo di prammatica tra islam-islam e islam-non islam. Mi sembra di vedervi sornioni a darvi di gomito, fregarvi di nascosto le mani pensando che finita la buriana, quando i vostri sicari avranno finito con noi, ci sarà da ricavarne solo vantaggi. Chissà quanti allah akbar mormorate quando nessuno vi sente, ad ogni bomba, ad ogni massacro …. e pazienza se anche alcuni di voi ci rimettono la pelle, il prezzo vale l’acquisto, e poi la pietà non la conoscete nemmeno tra voi.

E poi ci siete voi, quelli tra noi che già da tempo si danno da fare per guadagnarsi lo status di traditori, per ottenere il diritto di cittadinanza nell’ Europa islamica che vedono profilarsi, per vedersi riconoscere il meritato compenso da collaborazionisti. Fascisti rossi, e neocattolici senza Dio, per lo più, che intessono osceni idilli coi nazimusulmani. Molti di voi sono già a libro paga. Voi bergoboldrinmarxisti, non fatevi illusioni, voi che vi adoperate affinché il nemico arrivi in forze, e amorevoli lo riverite, lo accogliete e pascete, durerete solo fino a che gli servirete e poi ce ne sarà anche per voi. Magari vi foste trovati solo voi sulla traiettoria di quel tir a Nizza….

Dove arriva l’Islam e mette radici arrivano odio mortale e razzismo verso noi infedeli, degrado civile, impoverimento culturale e spirituale, crudeltà, orrore. Nessuna persona sana di mente e di cuore può negare questa evidenza, ogni persona sana di mente non può che provare disgusto. Non si capisce per quale motivo odio mortale e razzismo verso noi infedeli, degrado civile, crudeltà, orrore, impoverimento culturale e spirituale portati nelle nostre strade dall’ islam non dovrebbero disgustare e fare paura a chi è ancora in possesso di tutte le sue facoltà mentali e spirituali.

D’altra parte, se Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei, piddino e renziano di ferro, che ha sempre difeso a spada tratta le politiche di accoglienza dell’ attuale governo, arriva a  definire  “nazisti islamici” i musulmani che ci massacrano  e senza nemmeno essere accusato di islamofobia ….

Beata Virgo Carmeli ora pro nobis

Beata Vergine del Carmelo, invocata in passato come protettrice durante le epidemie di peste, proteggici oggi dalla nuova peste nera che ha invaso l’Italia e l’ Europa e che miete tante vittime innocenti, la stessa peste mortifera e brulicante che cinge d’assedio anche il tuo Santuario Maggiore del Carmine a Napoli.  Beata Virgo Carmeli, ora pro nobis

Giovan Tommaso Fasano. (Solofra, 1646-notizie fino al 1723). Madonna del Carmine invocata contro la peste del 1656

Giovan Tommaso Fasano. (Solofra, 1646-notizie fino al 1723). Madonna del Carmine invocata contro la peste del 1656, Museo Diocesano di Napoli

L'immagine di epoca bizantina della Madonna del Carmine che si venera nella Basilica del Carmine Maggiore, Napoli

L’immagine di epoca bizantina della Madonna del Carmine che si venera nella Basilica del Carmine Maggiore, Napoli

Il governo inventa l’Italia razzista, di Alessandro Sallusti

di Alessandro Sallusti, da Il Giornale

Ce la stanno mettendo tutta, ma per quanto ci riguarda non ce la faranno a farci sentire in colpa, a farci sentire responsabili di tragedie private e collettive nei confronti delle quali il Paese Italia e gli italiani non hanno alcuna responsabilità.

L’immancabile Boldrini e l’onnipresente ministra Boschi ieri hanno fatto passerella ai funerali di Emmanuel, il profugo nigeriano morto a Fermo aggredito da un balordo violento. Non discuto l’opportunità che lo Stato e il governo testimonino solidarietà dove meglio credono, mi inquieta il tentativo di trasformare un grave fatto di cronaca nera in un fatto politicamente rilevante. Siamo addolorati per Emmanuel, come lo siamo ogni volta che un uomo uccide un suo simile, come ogni volta che una tragedia miete vittime innocenti. Ma, detto con grande serenità, che cosa dobbiamo fare di più noi italiani nei confronti degli immigrati? I nostri marinai ne salvano da morte certa a migliaia ogni mese, i nostri centri di assistenza ne sfamano e curano altrettanti, il nostro governo per occuparsi di loro stanzia un miliardo di euro all’anno, tanti soldi sottratti a bisogni primari di molti cittadini italiani. Nelle nostre città spesso veniamo lasciati soli a gestire il degrado causato da flussi di immigrati eccessivi e fuori controllo. Le nostre carceri sono diventate ancora più invivibili per una criminalità di importazione senza legami con la società civile e, quindi, senza scrupoli e remore morali, purtroppo quasi impossibile da redimere. E non abbiamo neppure colpe politiche perché l’Italia, con i governi Berlusconi, è stata l’unico Paese occidentale ad opporsi ai due errori che hanno provocato qieste invasioni e la nascita dell’Isis: la guerra all’Irak di Saddam e quella alla Libia di Gheddafi.
Sopportiamo, e paghiamo, tutto questo per sentirci dire dalla Boldrini e dalla Boschi che siamo degli sporchi razzisti? Ma che lo sanno loro chi sono gli italiani? Sono anni che non li frequentano, chiuse nei loro palazzi, ben protette dai disagi e dalle paure che ogni cittadino deve affrontare quotidianamente. Io non ci sto a farmi insultare da queste signore snob. E con umiltà lo dico anche al Santo Padre, Papa Francesco, che ieri, forse non a caso, ha detto che «Dio è nel migrante che vogliamo cacciare». Giusto, direi ovvio: Dio è ovunque, quindi anche negli italiani che non ce la fanno più a convivere con un fenomeno che, a prescindere da colore e razza dei protagonisti, sta rompendo il patto sociale di una civile convivenza.
Che Dio faccia Dio, senza priorità, ma Cesare, cioè lo Stato, deve fare Cesare e deve dare ordine alle cose, come disse Gesù ai farisei, casta ipocrita di saggi tutta forma e niente sostanza, i Boldrini dell’epoca.