Ora Bergoglio va anche al congresso di cardiologia, ma si rifiuta di andare al Congresso Eucaristico, dal blog di Antonio Socci

dal blog Lo straniero, di Antonio Socci

Posted: 18 Aug 2016 06:49 PM PDT

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La “nuova religione” bergogliana assume connotati sempre più chiari. Si può riassumere così: “oscurare” l’Eucaristia e la Madonna ed esaltare gli abbracci ecumenici con tutte le religioni (Islam e protestanti anzitutto, ma anche la “religione new age”). 

Lo si capisce anche dalle scelte di Bergoglio (c’è un “magistero” dei gesti oltre a quello delle parole che già di per sé – nel caso bergogliano – è spaventosamente eloquente).

L’esempio più clamoroso è il suo ostinato rifiuto di partecipare al Congresso eucaristico nazionale che si terrà a Genova dal 15 al 18 settembre. E’ il primo papa del Dopoconcilio a rifiutarsi di partecipare a questo importante simposio della Chiesa italiana dedicato al S.S. Sacramento, che è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa Cattolica.

In compenso ieri è stato annunciato che il 31 agosto si recherà alla Fiera di Roma per partecipare al Congresso Mondiale di cardiologia. Non è che Bergoglio sia particolarmente interessato alla cardiologia: il fatto è che è palesemente “disinteressato” al Congresso eucaristico e vuole farlo sapere.

Nemmeno le acclamazioni mediatiche di cui è tanto assetato lo hanno attratto a Genova. Anche perché quelle può trovarle (e le trova) dovunque: perfino a un Congresso di cardiologia, ma sarebbe andato pure a un Congresso di specialisti della cistifellea: basta sia un luogo dove non si parli di eucaristia o non si facciano adorazioni eucaristiche a cui lui è notoriamente allergico (a questo proposito ricordo la sua ostentata scelta di non inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, nemmeno quando lo prescrive la liturgia, mentre sta inginocchiato a lungo in altre occasioni in cui manca il S.S. Sacramento: per esempio da cardinale, nel 2006, all’incontro con i protestanti, allo stadio Luna Park di Buenos Aires, durante il quale – inginocchiato – si fece imporre le mani dai pastori pentecostali VEDI QUI).

Del resto proprio nei giorni del Congresso eucaristico (il 19 settembre) Bergoglio andrà ad Assisi per partecipare alla celebrazione – organizzata dalla comunità di S. Egidio – del trentennale del primo incontro ecumenico tenuto in quella città. E’ significativo che lo abbia rivelato l’imam di Perugia, Abdel Qader Moh’d. Quindi sarà soprattutto un incontro coi musulmani.

E’ altrettanto emblematico che, per il secondo anno consecutivo, Bergoglio, il 15 agosto, abbia abolito la S. Messa solenne del Papa per l’importante festività cattolica della Madonna Assunta in cielo.
Anche per il 13 ottobre – anniversario dell’apparizione Fatima (99 anni) – non è previsto nulla, ma il 30 ottobre c’è lo storico viaggio di Bergoglio in Svezia per celebrare Lutero (QUI un significativo ritratto del personaggio che Bergoglio va a celebrare solennemente).

E’ significativo che fra i capisaldi della “rivoluzione” di Lutero – che ha devastato la Chiesa e l’Europa – vi siano proprio il rifiuto dell’Eucaristia cattolica (e della Messa) e il rifiuto della venerazione per la Madre di Dio e per i Santi.

Il calendario di Bergoglio va in questa stessa direzione. Infatti il 1° settembre 2016, alle ore 17, nella basilica di San Pietro, Bergoglio presiederà la celebrazione dei Vespri in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.

Così – si legge in QUESTO articolo – “per la prima volta nella storia della Chiesa – i Primi Vespri – che sono una liturgia il cui culto come sappiamo è dato solo a Dio, poi alla Madre di Dio nelle Solennità, poi ai Santi nelle loro solennità o ricorrenze specifiche – vengono dedicati a ‘qualcosa’ che non è un ‘Qualcuno’, e soprattutto ad una forma di ambientalismo”di sapore New Age.

Ora si capisce molto più chiaramente che l’affermazione “non esiste un Dio cattolico”, che Bergoglio fece nella famosa intervista a Scalfari del 1° ottobre 2013, non fu affatto casuale, non fu un’incomprensione o una gaffe, ma corrispondeva esattamente a un progetto di annichilimento e cancellazione del cattolicesimo.

Infatti quella che, col pontificato di Bergoglio, sta prendendo forma, è una nuova religione. Non cattolica. Io più volte lanciai l’allarme per quella clamorosa e inquietante affermazione, ma ricevetti rimbrotti, dileggi e insulti dai “normalisti”, quelli che da tre anni ripetono che tutto va bene…

Infatti va tutto così bene che, passo dopo passo, siamo ormai arrivati al baratro.

Antonio Socci

Sulla pelle di Leopardi

La verità è che da tempo la parte peggiore del paese ha preso il controllo. Trattasi di quella razza perniciosa di provincialotti italioti smaniosi di sentirsi cosmopoliti, emancipati, di larghe vedute. Il borghesuccio provinciale che si atteggia ad anticonformista, esterofilo ed esotista, ecco da chi provengono molti dei nostri mali presenti e futuri, da una schiera di complessati che hanno fatto le scuole alte e qualche viaggio e credono perciò di essersi emendati dalla piccineria mischiata per secoli all’acido desossiribonucleico de muorte ‘e chi ll’è stramuorte. Il rintrono dei bonghi nell’isola pedonale ancora offre loro l’emozione di sentirsi finalmente parte di questo vasto e misterioso mondo. Si credono tanti Leopardi, ostentando ennui e disprezzo del paesello ma sotto sotto, sovente, nutrono ambizioni da gattopardo ben mascherate da civiche virtù e solidale spirito associazionista.  Costoro praticano la forma più idiota e subdola di razzismo, ossia il mito del buon selvaggio per la quale ritengono che chiunque provenga da un villaggio di capanne o sia possessore di un fototipo da 4 a 6 deve essere necessariamente buono e innocente e degno della loro illuminata benevolenza. E’ il provincialismo il male invincibile di una entità geografica nota come Italia mai divenuta nazione e rimasta aggregato molliccio di paesi e paesoni, ma il borghesuccio provinciale si rallegra, pensando che più buoni selvaggi arrivano, più il natio borgo selvaggio assomiglierà ad una metropoli globale. Il provincialotto naufrago nel Gran Mare della Banalità pensa che l’arrivo di un po’ di Venerdì potrà redimerlo dal suo sabato del villaggio. Basta che il buon selvaggio non prenda dimora troppo vicino alle sue finestre, come ha ben dimostrato quanto avvenuto nel borgo selvaggio infestato da provincialotti italioti che ha nome Capalbio.

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Buoni selvaggi danzanti in pelle di Leopardi

Di pietre e sabbia

Gerico non è mai caduta

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Eja ergo advocata nostra, dal fondo del pozzo attendiamo, catacomba oscura eppure illustre, ci insinuiamo la notte e le mattine, al vespro e al matutinum, abbracciamo il Verbo e lo custodiamo, attendendo, dal fondo del pozzo dove ci gettarono quelli che parevano nostri fratelli, degeneri e traviati. Odio ci cinse perché eravamo troppo luminosi e saggi, troppo millenari eppure piccini, eravamo vecchi bambini, già destinati al trono, viginti quattuor thronos, et super thronos viginti quattuor seniores sedentes, e vennero a noi dicendo che erano dello stesso sangue, della stessa carne, e noi nel fondo del pozzo oscuro attendendo, mentre si spartivano del pane impuro, semplice pane, et sedentes ut comederent panem, così ci vendettero ad altro popolo, a mercanti, ad altri dei, ma noi teniamo saldo, sappiamo che dovrà giungere la liberazione e non vi è istante che non sia confermato. Non credete che si sia spacciati e anche se…

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Vi maledico ancora, ancora e ancora

Non tardano ad arrivare i frutti mefitici della blasfema commistione con i musulmani della domenica della vergogna. Non devono stupire: ogni buon musulmano odia i nostri luoghi di culto e se fino a poco fa entrarvi e profanarli poteva apparire anche al più sfrontato di loro un azzardo, ora di fatto sono stati autorizzati a lordarli con la loro presenza e con ogni sudicio oltraggio vorranno porre in atto, e in questo dicono il vero, è stato loro permesso. Sanno che nessuno proverà a fermarli, che godono della più completa impunità, che chi osa dire apertamente che essi sono nemici e che come tali vanno trattati viene zittito con l’accusa di islamofobia e questo nonostante essi manifestino apertamente e in modo violento il proprio disprezzo cristianofobico. Ridono di voi, benpensanti accoglienti del cazzo, ridono della vostra miserabile schifosa debolezza, di quanto sia facile farsi gioco di voi, della vostra inerzia, della vostra ignavia che cercate di spacciare per tolleranza, della vostra incapacità di comprendere il pericolo che essi rappresentano, perché è questo che la vostra “bontà” rappresenta ai loro occhi e ve la faranno scontare. A cominciare dai maledetti preti traditori che hanno permesso gli osceni compromessi con chi vuole solo l’annientamento della nostra religione e della civiltà che essa ha prodotto. Sono certa che oltre agli atti di schifosa blasfemia che i giornali di oggi riferiscono vi sono stati in precedenza chissà quanti oltraggi di cui non ci si è accorti o che sono stati tenuti nascosti. Sono convinta che le chiese dove si è permesso ai musulmani di presiedere alle ignobili cerimonie del 31 luglio sono di fatto sconsacrate, come quelle dove velate e barbuti entrano per offendere Nostro Signore Gesù Cristo. Sono certissima, sulla base della semplice constatazione dei fatti, che non c’è vero musulmano che non odi e non desideri vedere le nostre chiese ridotte a macerie per far posto a moschee e che fino a quando ciò non sarà possibile cercheranno di sbeffeggiare, offendere, oltraggiare, insozzare quanti più luoghi di culto cristiani sarà possibile. Con la complicità di quella feccia fiancheggiatrice formata da cattocomunisti, comunisti, atei, agnostici, anarcomassoni e pervertiti di ogni genere e specie che appestano l’aria che respiriamo. Immondi collaborazionisti che sperano di trarre chissà quale beneficio dalla “rivoluzione” mezzaluna e martello che le loro menti sfatte dai peggiori vizi vagheggiano. State tranquilli, dopo avere ben servito i vostri padroni il maggior beneficio che vi verrà concesso sarà di poter scegliere tra l’offrirgli il culo o il collo. Non è difficile immaginare la scelta che farete, vero zozzoni? Maledetti! Ma di tutto questo schifo ritengo responsabili soprattutto voi, stramaledetti preti secondoconciliari, apostati e traditori di Cristo, putridi giuda servitori del servo dell’ anticristo che siede a Roma. I nemici di Nostro Signore Gesù Cristo sono miei nemici e prego l’ Onnipotente che possiate vivere le vostre ignobili esistenze nella raggiunta consapevolezza della vostra immonda natura, morire tra le peggiori sofferenze e trascorrere l’eternità tra i tormenti infernali, insieme al vostro stramaledettissimo satanico eresiarca argentino. E così sia.

1)Sputi in chiesa sul Crocifisso, il prete: islamiche col velo hanno profanato

di Tullio Cardona da Il Gazzettino Domenica 7 Agosto 2016, 09:06

VENEZIA – Dopo il braccio spezzato al Cristo 700sco di San Geremia da parte di un franco-magrebino (ora espulso) pochi giorni fa gli sputi a un altro crocifisso nella chiesa di San Zulian, a pochi passi da San Marco sotto gli occhi del sorvegliante: protagoniste 4 islamiche, velate. Poi si sono allontanate confondendosi fra i turisti.

E ancora  nella chiesa di San Zulian ieri due giovani orientali hanno fatto la fila per la comunione e poi hanno sputato la particola a terra, lasciando di fretta la chiesa.  E c’è anche chi entra per pregare Allah. Il parroco don D’Antiga  lo racconta con particolari, alle rimostranze del sacrestano rispondono: «Possiamo, il Papa ci ha dato il permesso».

2)Venezia, sputano sul Crocifisso poi fuggono via

di Claudio Torre da Il Giornale  Dom, 07/08/2016 – 12:25

“Quattro donne velate sono entrate in Chiesa e hanno sputato sul crocifisso”. A raccontare l’episodio è uno dei guardiani della Chiesa di San Zulian a Venezia

 A raccontare l’episodio è uno dei guardiani della Chiesa di San Zulian a pochi passi dalla Chiesa di San Marco. A quanto pare, secondo quanto raccontato al Gazzettino quattro donne velate sarebbero entrate in chiesa. Una volta all’interno della Chiesa le donne si sarebbero avvicinate al crocifisso per sputare sull’immagine sacra, e sempre secondo quanto riporta il quotidiano veneto, si sarebbero allontanate confodendosi tra i turisti.

Non è il primo episodio che riguarda la chiesa di San Zulian. Ieri due giovani orientali hanno fatto la fila per la comunione e poi hanno sputato la particola a terra, lasciando di fretta la chiesa. E c’è anche chi entra per pregare Allah. Il parroco don D’Antiga lo racconta con particolari, alle rimostranze del sacrestano rispondono: “Possiamo, il Papa ci ha dato il permesso”.

Piccole donne increscono

Piccole donne increscono,

immense follie fuoriescono da piccoli cervelli

senza storia né memoria,

offuscati dalla boria che gli fa credere gloria

una immensa dorata miseria.

Piccole fate ignoranti

incapaci di fare incantamenti

tutto incatenano con gli incartamenti

palesi o segreti dei lor provvedimenti.

Piccole donne increscono

mentre cincischiano con l’altrui destino,

piccole dee create dal capo d’un dio minorato

o da un capo innamorato

o da un capro pentacolato

che le sue piccole minerve ha inzolfato

e se le sfrega sul deretano immondo per attizzarle

e dare fuoco al mondo.