Genere euphorbia, specie taurinensis

Che tempo che fa, il programma di Fazio, si conferma il solito ricettacolo di carogneschi figuri piemontesi schiumanti odio contro Napoli. Razzisti piemontesi, da Bocca a Gramellini, per arrivare al perfetto esemplare di euforbia torinese indubbiamente vulgaris, certamente non pulcherrima, denominata Littizzetto, che nel tempo che fa da Fazio ha trovato il suo clima ideale. Altro che sedano, pisello o cavolo, la Littizzetto è una euphorbia taurinensis perché come tutte le euforbie è molto bassa e trasuda un lattice acre e velenoso.

Veleno piemontese, ancora una volta sputato contro i napoletani attraverso il servizio televisivo pubblico da uno di questi carogneschi figuri strapagati anche con il denaro del canone tv versato dai napoletani. Strapagato Fazio, che da imitatore che fu si fece simulatore di civiche virtù e solerte sagrestano della nuova religione di stato, il moralismo ipocrita fintobuonista di sinistra. Non manca mai il veleno piemontese contro i napoletani da Fazio ma, per il resto del tempo che fa, altro non fa che sbavare melassa su gitani, clandestini, dalemini, boldrini e affini.

Quelli che … evviva i rom e i sinti purché si accampino in periferia

ma non nei nostri quartieri distinti e men che meno vicino casa mia.

Quelli che … venghino pure a milioni con scafi gommoni navigli e barconi

basta non attracchino sotto i miei balconi, che restino dentro modesti rioni.

Quelli che … a noi Saviano è l’ unico napoletano che ci pare piacente

perché nei libri e in tivù ci dipinge il partenopeo

gomorrista fetente sì poco europeo esattamente come piace a noi,

ma il rom, il sinti  e il camminante a noi ci piace assai di più.

Giorgio Bocca il Decomposto

Massimo Gramellini il Vergognoso

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Luciana Littizzetto l’ euforica Euforbia Torinese ma anche un po’ olandese

Fast food? No grazie. Vaco ‘e press.

A casa mia ogge s’è magnato pizza fritta cu ‘a provola, ‘a ricotta e ‘o presutto cuotto, ma puteva essere cu ‘e cicule o c’ ‘o ssalame.

                                    

E ssi scengo mommò me pozzo accatta’ margherita, marenara, pizza a portafoglio, palle ‘e riso, panine napulitane, zeppulelle e panzarotte, frittatine, felle ‘e cattò ‘e patane, panuozzo ‘e Gragnano e spengo massimo n’euro e cinquanta. ‘O fast food e il cibo da passeggio l’ ammo inventato cca, e primma ancora già s’ ausave a Pumpei cchiu ‘e rujemila anne fa, quaccheruno l’avvissasse a McDonald. Ma pe’ mme McDonald po’ pure affuca’ ‘o munno sano cu ‘e panine e patatine. A nuje che ce ne fotte si ‘o munno sano fernesce ‘e se magna’ ‘a pizza? ‘O nicessario è ca c’ha magnammo nuje.

Ps: Perfino il termine fast food è stato anticipato a Napoli ben prima che vi arrivasse McDonald. Prova ne sia la rinomatissima pizzeria e rosticceria “Vaco ‘e press”, il cui nome significa letteralmente vado di fretta, e pare sia dovuto al fatto che una volta la gente si fermava a fare un veloce spuntino prima che gli partisse uno dei tram che stazionavano di fronte al locale. Offre a prezzi ottimi soprattutto ottima friggitoria e rosticceria tradizionale napoletana e anche il banco gastronomia, sempre pieno di piatti della nostra cucina casalinga , è davvero irresistibile. Ve la consiglio se a Napoli passate per piazza Dante.

Naples-Vaco-e'Press

Basta questo a dire basta

RISSA PER MOTIVI RELIGIOSI, “PROFUGHI CRISTIANI GETTATI IN MARE DAI MUSULMANI”: 15 FERMI A PALERMO

La polizia ha fermato alcuni migranti sbarcati nei giorni scorsi a Palermo dopo essere stati soccorsi nel canale di Sicilia perché avrebbero gettato in mare alcune persone durante la traversata per raggiungere l’Italia …..Testimoni: “I musulmani hanno gettato in acqua i cristiani.” Secondo quanto ricostruito in base alle testimonianze di altri profughi, ancora da verificare, sul barcone sarebbe scoppiata una rissa per motivi religiosi e i musulmani hanno sopraffatto i cristiani e li hanno scaraventati fuori bordo…..Il motivo del risentimento proprio il credo religioso cristiano delle vittime, per questo invise agli aggressori musulmani. Dodici nigeriani e ghanesi sono stati gettati tra le onde, i superstiti si sarebbero salvati lottando contro il tentativo di annegamento, in alcuni casi formando anche una vera e propria catena umana. 

da RaiNews

“Tre punti che considero cruciali. Punto numero uno. […] l’immigrazione […] il Cavallo di Troia che ha penetrato l’Occidente e trasformato l’Europa in ciò che chiamo Eurabia. […]. Punto numero due. Non credo nella fandonia del cosiddetto pluriculturalismo. […] E ancor meno credo nella falsità chiamata Integrazione. […] gli immigrati mussulmani materializzano così bene l’avvertimento che nel 1974 ci rivolse all’ONU il loro leader algerino Boumedienne. “Presto irromperemo nell’emisfero Nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria. […]“. Punto numero tre. Soprattutto non credo alla frode dell’Islam Moderato. […] E continuerò a ripetere: “Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere”.

Oriana Fallaci

Lorenzo Vaccaro e Giovan Domenico Vinaccia – San Michele arcangelo (dopo il restauro) – 1689-91 – Napoli, Museo del Tesoro di San Gennaro – photo Lorenzo Morigi

Lorenzo Vaccaro e Giovan Domenico Vinaccia – San Michele arcangelo (dopo il restauro) – 1689-91 – Napoli, Museo del Tesoro di San Gennaro – photo Lorenzo Morigi

Nostra signora dei turchi t’ accumpagna

Poveri turchi, che delusione, come dar loro torto? Prima Bergoglio va tanto sollecitamente a far loro visita, come già prima di lui Paolo VI nel 1967, Giovanni Paolo II nel 1979 e Benedetto XVI. Come loro baci e abbracci con satrapi e neocaliffi. Come loro, come se nulla fosse, si toglie le scarpe per entrare nella Moschea Blu e pregare devotamente in direzione della Mecca accanto al Gran Muftì. Come se fosse cosa buona e giusta. Come se non fosse alto tradimento. E poi, trascorso qualche mese, dopo aver così garbatamente ricoperto di silenzio complice le quotidiane pulizie etnico-religiose di cristiani e altre minoranze attuate dal neonazismo pan-islamico, che fa? Non si mette a tirar fuori quella vecchia e seccante faccenda del genocidio armeno, così tutto d’un botto, a bruciapelo? Come se non fosse basso tradimento. C’eravamo tanto amati e mo’? Così Bergogliò le spalle ci voltò. Poveri turchi, ohibò!

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Carmelo Bene, da Nostra Signora dei Turchi 1968

Con i cristiani del Kenia

 Christus vincit, Christus regnat,

Christus imperat!

Laudate Dominum omnes gentes;
laudate eum omnes populi.
Quoniam confirmata est
super nos misericordia eius,
et veritas Domini manet in aeternum.
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto,
sicut erat in principio, et nunc, et semper
et in saecula saeculorum. Amen.

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Con Antonella Leardi

Tutta la mia solidarietà ad Antonella Leardi. Sono certa che se Antonella fosse romana o milanese sarebbe tutto un coro di “Ooooooh, ma che nobile esempio di civiche virtù questa madre che mette il suo dolore al servizio della società occupandosi di divulgare la cultura della tolleranza e della non-violenza!” Sappiamo che piuttosto di frequente i genitori di giovani morti in circostanze drammatiche o violente si dedicano ad attività di tipo sociale in memoria dei propri figli o conducono lunghe campagne di stampa per ottenere giustizia per essi. L’impegno della madre di Ciro Esposito nell’associazione a nome del giovane ucciso non solo mi sembra dignitoso e corretto ma anche in linea con una tendenza che di solito suscita ammirata approvazione. Ma Antonella non è milanese né romana o umbra o piemontese, toscana o ligure. Antonella è napoletana di Scampia e allora a causa del suo impegno le toccano gli insulti e dopo le tocca pure giustificarsi, dare spiegazioni, chiarire la sua posizione. Senza che nessuno, fuori da Napoli, muova un dito per difenderla. Senza che nessuno, a Roma, senta il bisogno di scusarsi con lei. A proposito di Roma: in modo vergognosamente discriminatorio è stato proibito ai napoletani di Napoli di recarsi all’ Olimpico. Ne sono lieta, in questo modo i romani de’ Roma, rimasti interamente padroni del campo, hanno avuto modo una volta di più di mostrarsi per ciò che sono senza alcun alibi e di rendersi esclusivamente responsabili del proprio degrado morale e civile, di portata tale che nemmeno cento Antonelle Leardi di Scampia con tutto il loro impegno, nemmeno con cento libri e mille film, potrebbero porvi il minimo rimedio. In confronto ai reggitori di quegli striscioni oramai Genny ‘a carogna con la sua maglietta potrebbe sembrare pericoloso più o meno quanto un oxfordiano in toga.

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Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito