Bergogliosiris e dodici musulmani dodici

Non c’ è un operaio, un ambulante, un falegname, un pescatore, un pubblicano, tra i dodici che Bergoglio ha arbitrariamente deciso dovessero essere salvati e non più sommersi a Lesbo. Non c’è un cristiano. Dodici musulmani dodici come festanti ballerine intorno a Bergogliosiris, la vedette biancovestita che discende le scalette degli aerei come la diva di una rivista. O come i dodici apostoli della sconcertante nuova chiesa senza Cristo di Bergoglio, e perciò tra di loro non può esservi un operaio, un ambulante, un falegname, un pescatore, un pubblicano. E nemmeno un cristiano. Solo giovani e baldi papà musulmani e borghesi coi loro elevati profili scolastici e professionali, giovani e vigorosi genitori di floridi e bellissimi bambini, mamme ben acconce col candido velo d’ordinanza perfettamente inchiodato ai capelli anche nel più tempestoso uragano di eventi, ma anche una molto più sporty-chic con pimpante coda di cavallo e occhiali fucsia. Famiglie del mulino bianco siriano. Che profughi impeccabili! Perché loro? Come li avrà individuati? Ha organizzato una riffa? Li ha scelti come si fa coi cani al canile? O gli sono stati indicati, segnalati, consigliati, raccomandati? Perché proprio loro? Perché non ha preso dodici orfani, dodici vecchi, dodici ammalati, dodici disabili, dodici donne incinte? E soprattutto perché non ha preso nessuno cristiano, che certo non mancano a Lesbo?

Quanto è sospetto, inopportuno, discriminatorio, ingiusto, volgare questo presunto atto di carità! Quanto ci rivela Bergogliosiris di biancovestito tutto intero nella sua smania di proscenio, come sempre tanto tanto tanto ipocritamente sentimentaaal. Bergogliosiris, a cui porta tanta tanta fortuna la (mezza)luna d’oriente.

Sia anatema

San Paolo, Lettera ai Galati – Capitolo 1

 Ammonizione

[6] Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. [7] In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. [8] Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! [9] L’abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! [10] Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica

L’ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. 637 La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra 638 svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. 639

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo, 640 soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato « intrinsecamente perverso ». 641

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione. 642 Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa 643 secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male 644 che farà discendere dal cielo la sua Sposa. 645 Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio 646 dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa.

OLTRAGGIO AI MARTIRI. BERGOGLIO DECRETA IL TRIONFO DI ERODIADE E DI ENRICO VIII, CONTRO SAN GIOVANNI BATTISTA E SAN TOMMASO MORO

OLTRAGGIO AI MARTIRI. BERGOGLIO DECRETA IL TRIONFO DI ERODIADE E DI ENRICO VIII, CONTRO SAN GIOVANNI BATTISTA E SAN TOMMASO MORO
Posted: 11 Apr 2016 06:20 AM PDT

Un vaticanista ultrabergogliano oggi pubblica un articolo con questo titolo: “Papa Francesco chiude i conti con il Concilio Trento”.
E’ vero. E’ esattamente quello che è accaduto con la “AMORIS FURBIZIA”, ma c’è poco da gioirne. Perché nessun papa ha il potere di rinnegare la legge di Dio e il magistero costante della Chiesa.
Peraltro Bergoglio, con il suo documento, chiude anche i conti con il Vangelo. Perché la Parola di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio è chiarissima (“non osi l’uomo separare ciò che Dio congiunge” Mt 19,6) e sempre la Sacra Scrittura comanda: “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore” (1Cor 11,27).
E – come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni – “la Scrittura non può essere annullata”.
Bergoglio si è messo sotto i piedi la Parola di Dio e la Legge di Dio e stamani da Santa Marta tuona contro “i dottori della lettera”, cioè contro coloro che gli ricordano la Parola di Dio e la Legge di Dio.
Egli li paragona a quelli che hanno condannato santo Stefano.
Ma santo Stefano, al contrario, è stato martirizzato proprio perché difendeva la verità, la dottrina cristiana! Era lui il vero dottore della lettera, così come san Francesco d’Assisi predicava il Vangelo “sine glossa”, cioè il Vangelo alla lettera, ricordando a tutti: “guai a quelli che morranno nelli peccata mortali”.
E ci sono molti altri santi, da san Giovanni Battista a san Tommaso Moro, che egualmente hanno accettato il martirio per fedeltà alla lettera (quindi allo spirito) del Vangelo, cioè per testimoniare la Legge di Dio e la Legge morale proprio sul matrimonio.
Costoro oggi vengono svillaneggiati dal “vescovo di Roma”.
E’ l’ora delle tenebre.

Per approfondire e capire l’assurdità dell’ “Amoris furbizia” leggere qui , quiquiqui e qui

Antonio Socci