Auguro a tutti quelli che ancora capitano da queste parti un buon Natale. Non ho solenni pensieri da postare, niente di edificante da comunicare, salvo il mio sincero desiderio di vedervi ricolmi di ogni bene.

Accenderò come sempre candele in giro per casa, perché la Luce del mondo ritorna e deve trovare la luce ad accoglierla.

Una piccola candela sarà accesa stasera sul davanzale della mia finestra per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani ostaggio in India del cinismo e della barbarie di India e Italia, che li strumentalizzano da due anni per i loro squallidi giochi di potere e di denaro. Sarà per loro l’unico sguardo che getterò sul buio del mondo, oltre quella finestra.

[9]Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
[10]Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.

dal Vangelo di Giovanni, cap. 1

William Holman Hunt (Londra,  1827 – Londra, 1910), La Luce del mondo

William Holman Hunt (Londra, 1827 – Londra, 1910), La Luce del mondo

Scuse peluse

Piero Pelù si scusa a nome dei suoi corregionali per i rifiuti tossici toscani scoperti in Campania. Gradito il gesto, ma a voler cercare il … pelù nell’uovo appare forse un po’ sospetta la coincidenza di tempi tra la dichiarazione di scuse e l’uscita del nuovo album del toscanaccio. Il fatto è che si dovrebbe organizzare un intero Cantagiro con artisti di ogni regione italiana e tutti a cantare una sola canzone “Perdono, perdono, perdooono ….”

Rinascere dal fuoco

Almeno 60.000 persone in cammino. ieri a Napoli, per manifestare contro il biocidio che le nostre terre e la nostra gente subiscono da decenni a causa dell’ intreccio infernale tra politica e istituzioni corrotte e/o incapaci, imprenditoria malsana e criminalità organizzata, un mostro dalle molte teste del quale la camorra è solo la faccia più visibile ma forse non la peggior colpevole. Ognuno fa il suo mestiere, un delinquente è un delinquente, ma gli altri cosa sono?

Tutto bene direi, almeno 60.000 o più voci protestano contro il silenzio quasi ventennale di chi doveva far luce e agire e non lo ha fatto. Una manifestazione intensa, imponente e ordinata, senza le solite infiltrazioni della teppaglia anarco-qualchecosa: i soliti agenti provocatori, i soliti noti stranamente stavolta non sono stati mobilitati per spaccare corteo, vetrine e senso della cosa. Bene per il gonfalone del Comune di Napoli ricacciato indietro da quella testa del corteo che pretendeva di monopolizzare. Meno bene per qualche “artista” in prima fila di troppo, per qualche band di pop politicizzato di troppo ma sono cose che capitano quando le telecamere di tutte le televisioni sono puntate su un evento importante.

Sarà per la mia passione per i giochi di parole ma fra i tanti slogan  inventati dalla gente quello che mi piace di più sta sul cartello sollevato dalla ragazza nella foto. Forse non potremo essere mai più Campania Felix ma Campania Phoenix si può e si deve. E io credo nella Resurrezione. Tanti sono morti e stanno morendo ma risorgeranno, un giorno. Ma tanti altri, spero molti di più, assorbendo cocktail di veleni giorno dopo giorno potrebbero essersi immunizzati, rafforzati e allora potranno ancora combattere, come Mitridate VI re del Ponto, sovrano e condottiero identitario che diede filo da torcere ai Romani. A noi un Mitridate servirebbe, per tramutare i nostri campi avvelenati in campi di battaglia e mozzare tutte le teste del mostro sputaveleno.